‘na gita a li Castelli

Tramvetto_logo“Li castelli, diciamo, romani,
so un ricordo dei tempi lontani…
Che pe annacce co Peppe o Righetto,
se pijava, diciamo, er tranvetto.”

Così iniziava una celebre canzone romana nella versione di Gabriella Ferri. Ebbene sì, fino alla fine degli anni ’70 del novecento Roma era collegata ai Castelli attraverso un celebre tram che, percorrendo dalla stazione Termini le vie Appia e Tuscolana, raggiungeva più o meno tutti i comuni.

Era usanza domenicale, allora, la famosa gita fuori porta per pranzare godendo delle succulente specialità (tra cui la celebre porchetta di Ariccia) delle campagne capitoline. Oltre a mangiare, si sa, i vacanzieri non disdegnavano un po’ di vino tipico di quella zona.

Le gite spesso duravano tutta la giornata e, alcuni, tornavano direttamente la notte inebriati dalla Romanella. L’ora tarda e l’ebrezza facevano si che tra i tranvieri delle ultime corse e gli amanti del vino ci fosse, ormai, parecchia confidenza.

L’apertura della metro A nel 1980 ha decretato la fine dei tranvetti (essendo il percorso urbano praticamente identico) ed i romani, col tempo, persero l’abitudine della gita a li Castelli.

Qui una veduta di fantasia con un tranvetto a due piani di fronte alla funicolare di Rocca di Papa. Non si sa se questa bella usanza tornerà in voga, ma voi, intanto, fate attenzione al tasso alcolico!

(Per la consulenza sui colori del tranvetto si ringrazia Carlo Andrea Tortorelli!)

 

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